FANDOM


L'Armata del Red Ribbon (レッドリボン軍, Reddo Ribon Gun) o Esercito del Fiocco Rosso nell'adattamento Mediaset, è un'organizzazione criminale paramilitare diffusa praticamente in tutto il mondo, e ben nota per il suo fanatismo e la sua estrema violenza. Il suo leader è il Comandante Red.

Storia

Carri armati - Red Ribbon

I carri armati del Red Ribbon.

L'esercito del Red Ribbon nasce come impresa tecnologica, per poi focalizzarsi sulla tecnologia riguardante le armi militari. La sua potenza era diventata tale da non permettere nemmeno all'esercito e alla polizia di sconfiggerlo, come affermato da Bulma.

Tao bai bai

Tao Pai Pai.

Nel perseguire tale finalità utilizza qualunque mezzo possibile, assaltando città e reclutando mercenari quali lo spietato killer Tao Pai Pai. Il Red Ribbon sarà smantellato e sconfitto da Goku il quale, dopo vari scontri con i malvagi ufficiali e componenti dell'organizzazione, arriva ad attaccarne la base centrale, distruggendola.

Dr. Gelo umano

Il Dr. Gelo.

Ma Goku rimarrà ignaro dell'aver lasciato due sopravvissuti: il Dr. Gelo, costruttore degli androidi dell'esercito nonché capo del reparto scientifico, che per vendicarsi di lui costruirà gli androidi Androide 16, Androide 17, Androide 18 e Androide 19 ed in più creerà Cell, e Tao Pai Pai, creduto morto in un'esplosione e ciberneticamente potenziato.

In Dragon Ball Z il Dottor Gelo viene ucciso dalle sue stesse creature, mentre Tao Pai Pai viene rivisto in alcune puntate dell'anime.

In Dragon Ball GT, l'esercito del Red Ribbon scappa dal Regno degli Inferi, ma viene sconfitto da Pan.

Scopo

Recupero delle Sfere del Drago

Colonnello Silver 17

Il Colonnello Silver.

Lo scopo principale dell'organizzazione è quello di trovare le Sfere del Drago per dominare il mondo, anche se nel corso della serie si scoprirà che il vero desiderio del suo Comandante è quello di aumentare la sua statura.

Il Red Ribbon dispone di un radar non molto preciso[1], e proprio per questo sono meno avvantaggiati rispetto a Goku, che invece dispone di un radar più avanzato, come rivela il Capitano Silver alla sua prima apparizione.[2]

Nel manga le due uniche sfere possedute dal Red Ribbon sono quella con cinque e quella con sei stelle, recuperate da Brown e Violet.

Nell'anime la sfera con sei stelle viene recuperata da Silver dopo la caccia a Pilaf (nell'anime Brown non viene infatti mai menzionato) mentre quella con sette viene trovata da Violet grazie al radar rubato da Blue. Erroneamente Red afferma davanti a Silver di possederne tre, mostrando sul radar le quattro mancanti, ma in realtà come si vedrà alla fine ne troverà solo due. L'ultima sfera, quella con una stella, è infatti in possesso di Pilaf che l'ha resa invisibile al radar con uno speciale contenitore.

Luoghi e basi dell'esercito

Base Centrale del Red Ribbon

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi la voce Quartier Generale del Red Ribbon.

Base centrale dell'esercito, nonché il luogo in cui risiede il Comandante Red.[1]

Muscle Tower

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi la voce Muscle Tower.

Base Nord dell'esercito, comandata dal Generale White.[3]

Membri

Membri ufficiali del Red Ribbon

GeneralBlueSpeechSoldiers

Generale Blue fa un discorso all'esercito del Red Ribbon.

Mercenari e collaboratori esterni

Qui di seguito vi sono tutti quei membri che non sono ufficialmente arruolati nel Red Ribbon ma che ne hanno fatto parte come collaboratori esterni e mercenari prezzolati.

Curiosità

  • I componenti più importanti del Red Ribbon hanno tutti nomi in codice di colori.
  • I personaggi più importanti dell'esercito del Red Ribbon compaiono, oltre che in Dragon Ball, in qualche episodio di Dragon Ball GT (durante la saga di Super 17) e in un film di Dragon Ball, Dragon Ball: Il Cammino dell'Eroe. Red e Black, inoltre, appaiono anche nell'anime di Dragon Ball Z in un episodio filler come registi, anche se in realtà non sono loro ma dei semplici sosia.

Riferimenti

  1. 1,0 1,1 Dragon Ball Deluxe, volume 5 pagina 111
  2. Dragon Ball Deluxe, volume 5 pagina 10
  3. Dragon Ball Deluxe, volume 5 pagina 118